Un cliente chiede un preventivo per una commessa identica a quella dell’anno scorso. Il prezzo dell’acciaio è diverso, i tempi di approvvigionamento pure, e in mezzo c’è una domanda che prima nessuno si poneva: da dove arriva la colata di quell’acciaio? Non è burocrazia fine a se stessa. Tra ottobre 2026 e l’inizio del 2027 cambiano insieme le regole doganali europee, i dazi USA sull’acciaio e gli obblighi legati alle emissioni di CO2. Chi commissiona o lavora la lamiera si trova a fare i conti con tutti e tre.
Il dazio UE fuori quota raddoppia
L’Unione Europea ha rivisto la clausola di salvaguardia sull’acciaio: il dazio applicato alle importazioni che superano le quote tariffarie concordate passa dal 25% al 50%. Per le aziende che si riforniscono da produttori extra-UE oltre i volumi già assegnati, l’impatto sul costo della materia prima è diretto e immediato, non graduale.
L’obbligo di tracciabilità dal 1° ottobre 2026
La novità che cambia di più il modo di lavorare, però, è un’altra: dal 1° ottobre 2026 gli importatori di prodotti in acciaio devono dichiarare il Paese in cui il materiale è stato originariamente fuso e colato (il cosiddetto “melted and poured”), non semplicemente il Paese da cui arriva l’ultima spedizione. Fino ad oggi bastava sapere da quale fornitore o distributore arrivava la bobina o la lastra; da ora la filiera deve poter certificare l’origine reale del metallo, passaggio per passaggio.
Per un’officina di subfornitura questo significa un criterio in più nella scelta dei fornitori di materia prima: non conta solo il prezzo o i tempi di consegna, ma anche la capacità del fornitore di documentare con certezza l’origine della colata. Chi non può fornire questa tracciabilità rischia di diventare un fornitore meno affidabile, indipendentemente dalla qualità del materiale che vende.
Il fronte USA: dazi Section 232
Parallelamente, gli Stati Uniti hanno aggiornato la disciplina dei dazi Section 232 su acciaio, alluminio e rame: 50% fisso sui prodotti composti interamente o quasi interamente da acciaio, 25% sui prodotti derivati in cui l’acciaio è componente sostanziale ma non esclusivo. Per le aziende italiane che non esportano direttamente negli Stati Uniti l’effetto è indiretto, ma non trascurabile: i grandi flussi commerciali si riorientano, e questo si riflette sui prezzi e sulla disponibilità di acciaio anche sul mercato europeo.
CBAM: le emissioni entrano nel prezzo dell’acciaio
Il terzo tassello è il CBAM, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere dell’UE, entrato nella sua fase definitiva nel 2026. Dopo un triennio in cui serviva solo dichiarare le emissioni incorporate nei prodotti importati, ora gli importatori devono acquistare certificati CBAM proporzionali a quelle emissioni. Un acciaio prodotto con processi ad alta intensità di carbonio costa, a parità di tutto il resto, di più di uno prodotto con processi più puliti. È una variabile nuova nel calcolo del prezzo della materia prima, destinata a pesare sempre di più.
Cosa significa in pratica per chi commissiona lavorazioni
Tre effetti concreti da tenere presenti:
Sui costi: il prezzo dell’acciaio diventa più sensibile a fattori che fino a poco tempo fa non entravano nel calcolo — origine della colata, intensità di carbonio del processo produttivo, quote tariffarie residue.
Sui tempi: la documentazione di tracciabilità aggiunge un passaggio alla filiera. Un fornitore organizzato la gestisce senza rallentare le consegne; uno che si adegua in ritardo può generare ritardi a cascata.
Sulla scelta del fornitore/terzista: lavorare con chi si approvvigiona da filiere già in regola, con fornitori di acciaio in grado di certificare origine ed emissioni, riduce il rischio di sorprese su prezzi e tempi nei prossimi mesi.
Come lo affrontiamo in GMC Lamiere
Lavoriamo con fornitori di materia prima selezionati e monitoriamo l’evoluzione di queste normative perché si riflettono direttamente sui preventivi che presentiamo ai clienti. Se stai pianificando una commessa che si estende nei prossimi mesi, è il momento giusto per parlarne insieme in anticipo: possiamo valutare tempistiche e materiali disponibili prima che eventuali variazioni di prezzo o di fornitura diventino un problema a commessa già avviata.
Hai una lavorazione da programmare e vuoi capire come queste novità possono influire sui tempi o sui costi? Contattaci: ne parliamo insieme prima di mandare in produzione.
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