Un telaio in alluminio fissato con bulloni a una piastra in acciaio inox sembra una scelta sensata. Sono due materiali leggeri, resistenti e dall’aspetto pulito. Eppure, dopo qualche stagione all’aperto, intorno alle viti spuntano macchie bianche e polverose. L’alluminio comincia letteralmente a consumarsi.
Il materiale non è difettoso. Si tratta di corrosione galvanica, un fenomeno che si può prevedere e che, con qualche accortezza, si evita senza troppa fatica.
Cos’è la corrosione galvanica
Immagina due metalli diversi a contatto tra loro, in un ambiente umido. Pioggia, condensa o nebbia salina bastano a trasformare quel punto di contatto in una piccola pila. Il metallo meno nobile diventa l’anodo e si corrode molto più in fretta del normale. L’altro, più nobile, rimane invece protetto.
Perché il fenomeno parta servono tre ingredienti contemporaneamente. Il primo sono due metalli con potenziale elettrochimico diverso. Il secondo è un contatto elettrico tra di loro, che può passare da viti, rondelle, appoggi o saldature. Il terzo è un elettrolita, cioè acqua o umidità che colleghi le due superfici.
Basta toglierne uno e la corrosione galvanica non si sviluppa.
Alluminio e inox: un caso da manuale
L’acciaio inox è un metallo nobile, l’alluminio decisamente meno. Quando li metti a contatto, è l’alluminio a fare da anodo e a pagarne le conseguenze.
In ambienti interni e asciutti il problema resta spesso marginale. All’esterno le cose cambiano. Con pioggia, condensa o aria salmastra il danno può diventare serio nel giro di pochi mesi o di qualche anno.
Lo stesso ragionamento vale, con intensità diverse, per altre combinazioni. L’acciaio al carbonio accoppiato all’inox tende a corrodersi, e lo stesso succede allo zinco e ai pezzi zincati. Anche rame e alluminio insieme non sono una buona idea.
Il dettaglio che in tanti trascurano: le superfici in gioco
Non conta solo quali metalli usi, ma anche quanto è grande l’uno rispetto all’altro. Prendiamo una vite in alluminio su una grande lastra in inox. La superficie dell’anodo è minima, quella del catodo è enorme, e tutta la corrosione si concentra sulla vite. È una situazione critica.
Il caso opposto, cioè una vite in inox su una lamiera in alluminio, di solito preoccupa meno. La corrosione si distribuisce su un’area ampia e procede più lentamente. Attenzione però a non considerarlo un via libera: in ambienti aggressivi va comunque valutato con cura.
Come prevenire il problema
La strada più semplice è isolare i due metalli. Rondelle, boccole e guarnizioni in plastica o gomma interrompono il contatto elettrico, così come i nastri isolanti. Per gli accoppiamenti con viteria è la soluzione più usata.
Un’altra arma efficace sono i rivestimenti. Verniciare le superfici a contatto abbassa parecchio il rischio. C’è però un aspetto che sorprende molti: se non puoi rivestire entrambi i metalli, conviene rivestire quello più nobile, cioè il catodo. Proteggere solo l’anodo è controproducente, perché ogni piccola imperfezione della vernice diventa un punto in cui la corrosione si accanisce.
Anche la progettazione fa la sua parte. Prevedere scoli, evitare tasche e fessure dove l’acqua ristagna e sigillare le giunzioni con prodotti adatti toglie al fenomeno il suo elettrolita.
Quando possibile, poi, la scelta migliore resta usare materiali compatibili. Lo stesso metallo, oppure metalli vicini nella scala galvanica, riducono il rischio alla radice. Per l’alluminio, l’anodizzazione aiuta ulteriormente.
Infine, occhio alla viteria. Viti e rondelle vanno scelte pensando ai materiali da unire e all’ambiente di installazione, non soltanto alla resistenza meccanica.
Cosa può fare chi commissiona il lavoro
Anche il cliente ha un ruolo importante. Il primo passo è dirci dove verrà installato il pezzo. Un ambiente interno, l’esterno, una zona vicina al mare o un reparto igienizzato con prodotti aggressivi richiedono scelte diverse.
È utile anche sapere con quali altri materiali verrà accoppiato il manufatto. In fase di preventivo, poi, vale la pena chiedere se servono isolanti, verniciature o trattamenti specifici.
Parlarne prima della produzione costa pochissimo. Correggere un accoppiamento sbagliato su un pezzo già montato costa molto di più.
In poche parole
La corrosione galvanica non dipende dalla sfortuna, ma da una chimica del tutto prevedibile. Conoscendo i metalli coinvolti, l’ambiente e le superfici in gioco, si evita con soluzioni semplici.
Stai progettando un assieme che unisce materiali diversi? Contattaci: ti aiutiamo a scegliere gli accoppiamenti, le finiture e i trattamenti più adatti.
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