Inserti, filettature e rivettatura nella lamiera: come ottenere un filetto che tiene

by GMC Lamiere
23 Ott, 2026

Avvitare qualcosa a una lamiera sembra un’operazione da nulla, almeno finché la lamiera non è sottile. In 1,5 mm di spessore un filetto ricavato direttamente ha pochissimi filetti in presa. Basta un serraggio un po’ deciso e si spana.

Per questo, quando serve un fissaggio resistente e da smontare più volte, si usano elementi pensati apposta. Vediamo insieme le soluzioni più diffuse e come capire quale fa al caso tuo.

Perché il filetto diretto nella lamiera ha dei limiti

La tenuta di un collegamento filettato dipende da quanti filetti lavorano davvero. Con spessori ridotti ce ne sono pochi, e la lamiera si deforma o cede prima della vite. Se poi il pezzo viene montato e smontato spesso, il filetto si consuma in fretta.

Esiste però una lavorazione che allunga il tratto filettato senza aggiungere componenti: la foratura con estrusione. Il materiale viene “tirato” fino a formare un piccolo colletto, che poi si filetta. Così i filetti in presa aumentano. È una buona strada quando lo spessore lo permette e il carico resta moderato.

Inserti autoserranti (tipo PEM)

Possono essere dadi, prigionieri o distanziali. Vengono pressati nella lamiera, che si deforma e riempie una gola ricavata sull’elemento. L’inserto resta così bloccato in modo permanente, e anche un pezzo sottile ottiene un filetto robusto.

Sono ideali per spessori ridotti e reggono bene gli smontaggi ripetuti. Non richiedono saldature né calore, e lasciano una finitura pulita su un lato.

Hanno però qualche esigenza precisa. La lamiera deve essere meno dura dell’inserto e il foro va eseguito con quote esatte. Ogni modello prevede inoltre uno spessore minimo e distanze minime da bordi e pieghe, indicate nelle schede del produttore.

Dadi a rivettare

Il dado a rivettare si inserisce in un foro lavorando da un solo lato. Con un utensile dedicato si deforma e si blocca sulla lamiera, offrendo un filetto sul lato opposto. È la soluzione giusta quando il retro del pezzo non è raggiungibile o quando si lavora su un profilo cavo.

Si installa rapidamente, anche su pezzi già assemblati. Esiste in diversi materiali e con varie forme di testa. Tieni presente che resistenza e tenuta alla rotazione cambiano in base al modello e al materiale su cui viene montato.

Prigionieri e distanziali

I prigionieri sono perni filettati fissati alla lamiera, spesso con tecniche simili a quelle degli inserti. Si usano per montare pannelli, schede elettroniche, coperchi o componenti che si appoggiano e si bloccano con un dado. I distanziali, invece, servono a tenere due elementi a una distanza fissa.

Dadi saldati e altre soluzioni

In alcuni casi conviene saldare dadi o prigionieri direttamente sul pezzo. È una scelta solida, adatta ai carichi elevati. Il rovescio della medaglia è il calore, che può deformare la lamiera. Bisogna poi pulire la zona e proteggere il filetto da verniciatura o zincatura.

Come scegliere la soluzione giusta

Se lo spessore è sottile, serve un filetto robusto e puoi lavorare su entrambi i lati, l’inserto autoserrante è di solito la scelta migliore. Quando invece hai accesso da un solo lato, o il pezzo è un profilo cavo, entra in gioco il dado a rivettare.

Per montare pannelli o componenti si usano prigionieri e distanziali. Con carichi elevati su un pezzo saldato, il dado o il prigioniero saldato offre la tenuta più sicura. Se il carico è basso e lo spessore sufficiente, infine, può bastare la foratura con estrusione seguita dalla filettatura.

Attenzione ai trattamenti superficiali

Verniciature e zincature possono ostruire i filetti o alterare le quote. Conviene quindi decidere in anticipo se l’elemento va inserito prima o dopo il trattamento. Va valutato anche se mascherare il filetto e quale materiale scegliere per evitare la corrosione galvanica, di cui parliamo in un altro articolo del blog.

Le distanze da bordi e pieghe vanno rispettate già in fase di progetto. In caso contrario l’inserto rischia di non tenere, oppure il pezzo si deforma.

In breve

Un buon filetto in lamiera non si improvvisa: si progetta. Dipende da spessore, materiale, carico, accessibilità e trattamenti previsti. Indicare nel disegno il tipo di elemento e la sua posizione evita equivoci e ritardi in produzione.

Hai un pezzo che richiede fissaggi filettati? Contattaci e valutiamo insieme la soluzione più adatta.

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Leggi anche:

– La punzonatura delle lamiere.

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– Saldatura industriale: quali tecniche scegliere.

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