Conoscere le proprietà di un materiale è il primo passo. Ma per chi lavora la lamiera ogni giorno, la domanda che conta davvero è un’altra: come si comporta in produzione?
Il Magnelis® sta guadagnando spazio in sempre più progetti industriali grazie alla sua eccezionale resistenza alla corrosione. Ma rispetto a un classico acciaio zincato, introduce alcune differenze operative che è importante conoscere prima di avviare la produzione.
Taglio laser, piegatura, saldatura, sbavatura: in ognuna di queste fasi ci sono aspetti specifici da tenere presenti per non vanificare le prestazioni del materiale e ottenere un risultato finale all’altezza delle aspettative.
Taglio laser: alta precisione, attenzione ai parametri
Il Magnelis® si presta bene al taglio laser, ma la presenza di alluminio e magnesio nel rivestimento richiede una messa a punto attenta dei parametri di taglio.
La lega Zn-Al-Mg ha un comportamento termico leggermente diverso rispetto alla classica zincatura: fonde a temperature più basse e tende a produrre fumi con una composizione diversa, motivo per cui è necessario assicurarsi che il sistema di aspirazione sia adeguato.
Dal punto di vista della qualità del taglio, i risultati sono generalmente molto buoni: il bordo risulta pulito e preciso. La velocità e la potenza del laser vanno calibrate tenendo conto dello spessore complessivo del materiale — substrato più rivestimento — per evitare bruciature o accumuli di ossido sul bordo tagliato.
Un aspetto positivo da non sottovalutare: grazie all’effetto auto-rigenerante del Magnelis®, i bordi esposti dal taglio sviluppano nel tempo una pellicola protettiva a base di zinco e magnesio. Questo non elimina la necessità di una buona esecuzione del taglio, ma riduce significativamente il rischio di corrosione localizzata sui bordi rispetto a quanto avviene con lo zincato tradizionale.
Piegatura: il rivestimento regge, ma la geometria conta
La piegatura è una delle operazioni in cui il Magnelis® dimostra una buona tenuta rispetto ad altri rivestimenti.
La lega Zn-Al-Mg è sufficientemente duttile da seguire la deformazione del substrato senza sfaldarsi o creparsi in modo esteso, a patto di rispettare i raggi di piega minimi indicati dal produttore in funzione dello spessore.
Rispetto alla zincatura tradizionale a caldo (HDG), il Magnelis® tende a comportarsi meglio in piegatura: il rivestimento per immersione a caldo classico, più spesso e meno uniforme, è più soggetto a micro-cricche nelle zone di curvatura stretta.
Il rivestimento Magnelis®, applicato su linee industriali dedicate con spessori più controllati, garantisce una migliore adesione durante la deformazione.
Il consiglio pratico è di evitare raggi di piega troppo stretti, soprattutto su spessori elevati, e di verificare sempre la scheda tecnica del coil in lavorazione: produttori diversi possono avere specifiche leggermente differenti in funzione della composizione esatta del rivestimento e del processo di produzione.
Saldatura: la fase più delicata, con qualche accorgimento in più
La saldatura è probabilmente la fase in cui il Magnelis® richiede la maggiore attenzione.
Come avviene con qualsiasi acciaio rivestito, il calore della saldatura altera localmente il rivestimento nella zona termicamente influenzata (ZTA), con conseguente riduzione della protezione in quell’area.
La buona notizia è che, anche qui, l’effetto auto-rigenerante del Magnelis® interviene nel tempo a proteggere le zone esposte. Tuttavia, nelle applicazioni in ambienti particolarmente aggressivi, può essere opportuno prevedere un ritocco con prodotti compatibili (come vernici ricche di zinco) sulle aree saldate.
Dal punto di vista dei fumi, la presenza di magnesio e alluminio nella lega richiede una ventilazione adeguata dell’area di lavoro. Non si tratta di un rischio esclusivo del Magnelis® — anche la saldatura di acciai zincati tradizionali genera fumi di zinco — ma è un aspetto da non trascurare nella valutazione dei rischi e nella dotazione dei DPI.
Per quanto riguarda il processo di saldatura, il MIG/MAG e il TIG sono entrambi applicabili. La saldatura a resistenza (RSW), molto utilizzata nell’industria, funziona bene sul Magnelis® ma può richiedere un adattamento dei parametri (intensità, tempo di pressione) rispetto allo zincato tradizionale, a causa della diversa conducibilità elettrica del rivestimento.
Sbavatura: preservare il rivestimento fino all’ultimo
La sbavatura è un passaggio che sul Magnelis® richiede una riflessione in più rispetto all’acciaio non rivestito.
L’obiettivo è rimuovere bave e spigoli vivi senza danneggiare il rivestimento nelle zone adiacenti, che altrimenti diventerebbero punti di innesco della corrosione.
Le macchine a nastro abrasivo e le sbavatici a spazzole, come l’OXY M650 5D utilizzata da GMC Lamiere, permettono di lavorare con precisione controllata, riducendo al minimo l’asportazione di materiale nelle zone già rivestite.
Rispetto alla sbavatura manuale o con mole a disco — che tende a essere più aggressiva e meno uniforme — questi sistemi automatizzati offrono un risultato più omogeneo e riproducibile.
Un vantaggio specifico del Magnelis® in questa fase: anche dopo la sbavatura, la capacità auto-rigenerante del rivestimento contribuisce a proteggere i bordi lavorati nel tempo. Questo non sostituisce una buona esecuzione della sbavatura, ma offre un margine di sicurezza aggiuntivo rispetto a materiali privi di questa proprietà.
Lavorare correttamente il Magnelis® significa sfruttarne al massimo le potenzialità nel prodotto finito.
Non si tratta di un materiale difficile da gestire, ma di uno che richiede consapevolezza: sapere come si comporta in ogni fase produttiva è la condizione per consegnare al cliente un componente che mantenga le promesse di durabilità per cui questo materiale è stato scelto.
GMC Lamiere lavora il Magnelis® con attrezzature e competenze adatte a gestire le specifiche di questo materiale in ogni fase della lavorazione.
Hai un progetto che prevede l’utilizzo di Magnelis®? Contattaci e troveremo insieme la soluzione più adatta alle tue esigenze.
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